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Massimo Cellino e l’animo “rock” che torna alla luce

Il Presidente Cellino sul palco

Il Presidente Cellino sul palco

Non avrei potuto scattare una foto migliore di questa: il Presidente Massimo Cellino sul bellissimo palco allestito ad Assemini, in occasione del concerto da lui organizzato sabato 7 settembre. Una serata ricca di energia, quella che sembra stia ritrovando il patron RossoBlu dopo le vicende legate allo Stadio Is Arenas, che lo hanno coinvolto, stravolto e gettato nel turbinio del ciclone creato su misura per tentare di abbattere i sogni del Cagliari e dei suoi tifosi. Il carcere è stata la sua casa per tre lunghi mesi e di certo, nonostante viveva con la consapevolezza della sua innocenza, non deve essere stata una passeggiata, ma un’esperienza altamente debilitante e destabilizzante. Noi, che assistevamo al cupo spettacolo allestito dai signorotti in sintonia, credevamo che non l’avrebbe scalfito neanche quel triste periodo trascorso dietro le sbarre, pensavamo che sarebbe stato ancora più invincibile, con quel sorrisino astuto e simpatico stampato sulle labbra, credevamo che sarebbe andata così, ed in parte è vero, perché di certo il carattere combattivo lo ha aiutato e non lo ha mai abbandonato. Altrettanto vero è che, in occasione del concerto indetto per beneficenza sempre in quel di Assemini, nel giugno scorso, si è potuta riconoscere nel suo sguardo una sottile malinconia, un leggero scoraggiamento.

Massimo Cellino è un uomo prima di un Presidente, e quella sera ho potuto conoscere il suo lato più umano, quello che forse tendiamo a sottovalutare quando lo si critica. Cellino è un imprenditore, un capacissimo imprenditore, ma anche un Presidente, e prima di tutto un uomo e non puoi di certo dimenticartelo se hai captato quell’infelicità nei suoi occhi, ma allo stesso tempo quella forza d’animo innata, quel coraggio di rialzarsi con le proprie mani, e con l’indubbio sostegno dei suoi cari. Forse anche chi tendeva a criticarlo a priori per il suo operato ora potrà capire meglio chi è Cellino, se ha incrociato anche solo dal video i suoi occhi dopo la terribile avventura in carcere. Mi ricordo di essere rimasta stupita anche io di fronte a quell’espressione spenta, ma di certo la sua forza d’animo contrastava il mio stupore, regalandomi la consapevolezza che, nonostante quel segno potesse rimanere li, evidente e cicatrizzato, allo stesso tempo avrebbe ripreso il sopravvento il suo vero spirito. Intuizione esatta: sabato 7 settembre quella malinconia aveva lasciato il posto al sorriso, alla verve Celliniana, alla voglia di vivere. L’energia donata al pubblico dalle chitarre elettriche sapientemente fatte suonare dai big della musica era solo una parte dello spettacolo: Massimo Cellino sprigionava vitalità dal suo sguardo, e tanta voglia di riprendere in mano la sua vita.

Rivederlo sorridere è stato davvero il più bel regalo: e non sbagliate pensando che io sia una che lo osanna senza freni e di fronte ad ogni situazione, perché non è così. Semplicemente mi ha invaso un senso di serenità rivedere il Presidente della mia squadra nuovamente brillante, anche se forse non ancora al 100% perché quella ferita sono sicura che non si curi neanche in tutta una vita, e credo di non dovermene fare una colpa. Ho avuto anche la fortuna di incontrarlo, per la prima volta in vita mia, e di scattare una foto con lui. Inevitabile sorridere quando ho detto di fare “cheese” mentre era in posa con il mio fidanzato e lui prontamente ha sfoggiato un sorriso alla Cellino, vai a chiederlo ad Agnelli, a Moratti o Lotito, ad esempio, mi avrebbero preso per insolente.

Errori ne fanno tutti, ma non ditemi che non avreste venduto Matri alla Juventus, data la pochissima voglia che aveva di continuare a giocare con noi, nonostante alcuni ancora diano la colpa al patron RossoBlu: osanniamo tanto l’attaccamento alla maglia, vogliamo che tutti i nostri giocatori siano assuefatti e innamorati del RossoBlu, e poi piangiamo la partenza di un giocatore che in testa aveva solo la carriera che avrebbe potuto avere con altri colori, in altre terre. Un altro esempio, il più recente, è quello legato al Comunicato con il quale Cellino aveva da poco annunciato la chiusura anticipata del mercato del Cagliari, sia in entrata che in uscita, e poi invece è arrivato Agim Ibraimi, e nessuno è partito. Cosa c’è da criticare? Ovviamente non escludo che in altre occasioni potrà anche averci fatto alterare per il suo operato, non escludo che a volte avrebbe potuto gestire meglio le situazioni, ma il Cagliari è nelle sue mani e, nonostante ritenga giusto esprimere le proprie incertezze e volontà a colui che ha le redini della nostra squadra, ritengo sia altrettanto giusto non provare rancore per questioni del passato, e soprattutto credo che non serva a niente attaccare e tentare di colpire in modo estremamente maleducato una persona che fa anche i suoi interessi, e non potrebbe essere altrimenti perché si tratta di Calcio moderno e inevitabilmente bisogna seguire il giro degli affari. Questo è il Cellino Presidente, l’unico Cellino che pensavamo esistesse. Ma c’è anche il Cellino uomo, e quindi essendo tale cerchiamo di ritrovare un minimo di civiltà almeno noi, dato che gente che ci attacca senza rispetto credo ce ne sia anche fin troppa.

Imparare a non remare contro noi stessi è il primo passo per essere uniti, contro chi vuole solamente portare scompiglio, ovviamente non lasciando mai che le proprie idee vengano abbandonate per questo, ma trovando il giusto compromesso.

D’altronde tifiamo Cagliari, o no?

 

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