David Suazo, la Pantera Nera con il Calcio nel cuore

david suazoOtto stagioni al Cagliari, in cui ha collezionato 255 presenze e 94 gol: questo il bilancio di un giocatore honduregno che è rimasto nel cuore dei tifosi cagliaritani. Stiamo parlando di David Suazo, una pedina fondamentale del Cagliari di qualche anno fa. Ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato, ma chissà se la Pantera Nera occuperà un altro posto di prestigio all’interno del mondo del gioco più bello al Mondo.

La sua carriera a Cagliari iniziò nel 1999: dopo una stagione trascorsa nell’Olimpia, formazione di Tegucigalpa, capitale dell’Honduras, fece il suo approdo nella città sarda. La prima in RossoBlu non fu una stagione da protagonista, infatti, a parte tredici presenze e il primo gol nella massima serie italiana, solamente in quella successiva Suazo potè cominciare a sfoggiare le sue qualità. Il Cagliari si trovava in Serie B, appena retrocesso, e l’honduregno mise a segno ben 12 reti in 33 presenze. Negli anni successivi confermò la sua utilità per il Cagliari, segnando 9 gol nella stagione 2001/2002, 10 in quella 2002/2003 e ben 19 in quella successiva. Un giocatore fulmineo, in continua crescita, che non ha perso il suo smalto neanche dopo la stagione 2004/2005, in cui segnò solamente 7 reti in 22 presenze a causa degli infortuni che hanno minato il suo cammino. Nella successiva stagione, quella 2005/2006,  ha messo a segno ben 22 reti in 37 partite, con le quali si è guadagnato il riconoscimento di miglior calciatore straniero di quell’anno, durante l’evento organizzato dall’AIC, la serata Oscar del Calcio AIC. Grazie ai gol siglati nella stagione 2005/2006 ha anche raggiunto e superato di una rete il precedente record detenuto da Gigi Riva riguardante il totale di reti segnate nella singola stagione. L’ultima annata calcistica al Cagliari fu quella del 2006/2007: 14 reti in 36 presenze. Un asso nella manica Suazo, un giocatore con una grande velocità e uno spiccato opportunismo, le sue reti erano quelle che sembrava rimanessero sospese per quegli interminabili secondi che dividevano la sfera dalla rete, un calciatore di quelli a cui ti affezioni anche per la semplicità e la bontà di carattere, uno di quelli generosi che non rinuncia mai ad uno scatto improvviso pur di accompagnare la palla in rete.  Per ben otto stagioni ha vestito con onore la maglia della squadra cagliaritana, entrando nel cuore dei tifosi, ma era arrivato il momento di andare altrove.

Trattative confuse lo accostarono dapprima all’Inter, poi all’altra squadra milanese, il Milan, per poi approdare definitivamente nella formazione nerazzurra, assecondando la sua volontà. Sicuramente, complice anche l’ambiente milanese forse non troppo adatto a stimolarlo, ci si aspettava qualche rete in più rispetto ai soli 8 centri.  Dopo l’avventura in neroazzurro viene dato in prestito al Genoa, dopo una parentesi al Benfica (12 presenze e 4 centri), con cui sigla 3 reti e chiude il rapporto lavorativo per tornare all’Inter, non venendo schierato in campo con la maglia degli interisti per un’intera stagione, a causa di un infortunio.

E’ dell’estate del 2011 la notizia del suo probabile ritorno a Cagliari: gran parte dei tifosi esultarono al possibile ritorno di David Suazo, altri arricciarono il naso, convinti che i ritorni di fiamma non potessero portare poi così lontano. Sembrava ormai sicuro che la Pantera Nera sarebbe tornata a vestire la maglia rossoblu cagliaritana quando invece, nonostante si fosse aggregato con la squadra di Massimo Cellino, il giocatore venne invitato ad abbandonare il ritiro, in quanto la sua figura non rientrava nei progetti della società. Molti rimasero delusi da questo avvenimento, perché Suazo è rimasto nel cuore dei tifosi e il suo ritorno avrebbe significato molto anche sul piano affettivo, oltre che su quello del calcio giocato. Per molti è stata una bella illusione, una di quelle prospettive che ti allietano le giornate e ti fanno rivivere il passato, in modo vivido  e realistico, uno di quegli inganni dei sensi che ti portano a fantasticare come non mai, ma che quando finiscono ti abbandonano con l’amaro in bocca. King David, dopo aver lasciato il campo di Assemini, abbandonando anche i sogni legati al suo ritorno al Cagliari, ha trascorso una stagione, quella del 2011/2012, in terra siciliana, al Catania, collezionando solamente 6 presenze e neanche una rete. Nella sua vita ha anche preso parte alla nazionale Honduregna collezionando, nell’arco dei quattordici anni di attività, 55 presenze e 14 reti.

Il 28 marzo ha annunciato il suo ritiro dal mondo del Calcio, con le lacrime agli occhi, segno di un amore verso lo sport che omaggiava ormai da ben diciotto anni (nel 1995 cominciò la sua avventura nelle giovanili dell’Olimpia, squadra in cui ha avuto inizio anche la sua carriera da professionista, dal 1998 al 1999). Lacrime di addio che risuonano come un obbligo a lasciare, in quanto gli infortuni non gli hanno permesso di potersi esprimere al meglio con la maglia delle squadre in cui ha militato. Ha vestito sei maglie durante la sua carriera, ma quella con la quale ha trascorso più tempo è stata proprio quella del Cagliari. Chissà se le cose fossero andate diversamente in quel luglio del 2011, chissà se il suo ritorno in terra sarda avrebbe potuto ridargli lo slancio giusto per continuare a vivere di Calcio tranquillamente, fino al giorno del suo ritiro. Chissà…

Ciò che è certo, è che David Suazo rimarrà nel cuore di noi tifosi RossoBlu, ancor di più ora che ha umilmente dimostrato il suo vero amore nei confronti del Calcio, e sarà sempre un vero piacere rivivere il brivido che i suoi gol suscitano ancora oggi.