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Scelgo il Cagliari: orgoglio, passione e gloriose Bandiere

Ci sono passioni che nascono con il tempo, ci sono passioni fulminanti, che muoiono col dissolversi delle emozioni, e poi ci sono le passioni più belle, quelle che quando affiorano ti lasciano una strana ma splendida intuizione: ci sono sempre state.  Il Cagliari per me è una di quelle passioni che ho scoperto per caso, mi sono bastati pochi minuti per appassionarmi, ma da quel momento ho percepito l’esistenza di un posto riservato per quei due colori nel mio cuore. E’ l’unico modo per spiegare l’intensità delle emozioni che provo ogni domenica, ad ogni vittoria, ad ogni sconfitta.

Il Rosso e il Blu sono i colori di un sentimento, di un vero e proprio credo, di un determinato modo di vivere. Per fortuna sono gli unici colori che avrei potuto portare nel cuore: i colori dell’orgoglio e della correttezza, del sacrificio e della genuinità. Sarebbe stato “facile” per me tifare Juventus, squadra della mia città natale, ma la scintilla non è mai scattata. Sarei stata presa in giro se avessi scelto il Torino, squadra ritenuta la seconda della classe torinese nonostante l’immensa storia, ma neanche quella granata era la fede che mi apparteneva. E’ bastata un’azione di gioco, una manciata di minuti, un’esultanza di mio padre, per farmi innamorare del Cagliari, per farmi appassionare e coinvolgere in quel tifo tanto ricco di emozioni quanto povero di certezze. Forse è il brivido che si affievolisce quando ci si avvicina ogni volta alla Salvezza l’altro elemento che mi tiene legata al Cagliari, ma se tutto fosse scontato che gusto ci sarebbe?

Sono una ragazza e tifo Cagliari, sulla mia carta d’identità non c’è una città sarda come località di nascita, ma da sempre ho la Sardegna nel cuore, fin da quel primo viaggio sul mare che a soli sei mesi mi stava trasportando verso quella terra splendida di cui dentro me portavo i geni. Da quando ero piccola ho amato la cadenza dell’accento sardo, a volte anche imitandolo per sentirmi più affascinante, fin da quando ero adolescente sognavo quei tramonti, quel mare e quella vita tranquilla e di compagnia che al Nord quasi ti puoi scordare. Per alcuni questo non è abbastanza, per alcuni rispettare la Sardegna come se fosse la mia terra, nonostante ami anche la terra che mi ha visto venire alla luce, non è abbastanza. E allora aggiungo un’altra cosa: amo il Cagliari, fin dal primo momento in cui l’ho visto all’azione, mentre faticava e sgomitava per portare a casa una vittoria e rendere felici i propri sostenitori.

Amo il Cagliari e ne vado fiera, e mai potrei immaginare due colori differenti sulle pareti della mia camera. Ne ammiro la storia, scritta da volti che ancora oggi, a distanza di anni, fanno risplendere e tornare alla luce le emozioni che hanno avuto la fortuna di vivere i nostri genitori. Da tifosa quale sono ammetto di non avere una memoria spettacolare per gol, minuto esatto del gol, avversario e giorno, ma di certo non dimentico le sensazioni e i sorrisi, le gioie e i momenti bui. E, soprattutto, non dimentico il volto del mio tifo.

Inizialmente pensavo che i giocatori non potessero abbandonare la mia squadra del cuore, credevo che la formazione cambiasse solamente a causa delle esigenze di ricambio generazionale. Che ingenua, direte voi, vero? Già, ma presto capii ciò che ancora non avevo appreso. Oggi, a distanza di quasi nove anni, ho compreso un concetto fondamentale dell’essere tifoso: i giocatori vanno e vengono, la fede rimane. Non potrebbe essere altrimenti. Ci si affeziona ai personaggi, ci si abitua ai volti, ma ciò che ci rende tifosi deve essere l’amore per la realtà calcistica che si è scelta di amare, non la simpatia per un giocatore in particolare. Bisogna cominciare a dare il giusto valore a tutto, bisogna valorizzare ancora di più le vere bandiere, quelle che osano e rimangono sfidando il destino, raccogliendo poi i frutti dopo anni, assicurandosi un posto d’onore nel cuore di un’intera tifoseria.

Lasciamo le lacrime, di gioia o di dolore, per i momenti in cui riaffiorano le immagini del passato che abbiamo vissuto insieme con la nostra squadra, riserviamo il crescere delle forti emozioni quando scorrono davanti ai nostri occhi le immagini di quel gol tanto inatteso quanto insperato, lasciamo le lacrime per il momento in cui anche le ultime bandiere lasceranno il posto a quelle future, augurandoci che le pagine più felici della storia cagliaritana possano trovare ancora qualcuno che avrà la voglia di rievocarle con grandi e altrettanto appassionanti opere.

 

 

 

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