Portieri del passato RossoBlu: Antonio Chimenti

quad.06lazcagELNella stagione 2005/ 2006 e in quella successiva vestì la casacca RossoBlu, rimanendo imbattuto per 7 partite su 22, circa una partita su tre. Sicuro in porta grazie all’esperienza maturata negli anni, durante il periodo trascorso nel ruolo di portiere cagliaritano Antonio Chimenti ha ben interpretato la sua parte, donando una certezza che risulta essenziale per qualsiasi formazione: 1 metro e 87 cm di altezza per 83 kg, classe ’70, l’allora  36enne barese ha registrato 44 presenze e incassato 51 reti, in un periodo in cui il Cagliari non aveva di certo una buona tendenza nell’ottenimento dei risultati sul campo, ma in cui sicuramente stava prendendo il cammino verso il miglioramento sostanziale che oggi è sotto gli occhi di tutti.

Cresciuto nelle giovanili della Sambenedettese, il suo cammino da professionista nel Mondo del Calcio cominciò proprio con la squadra di San Benedetto del Tronto, con cui esordì in Serie B e con la cui maglia disputò anche i Campionati di Serie C1 e C2. La prima esperienza sarda per Chimenti non fu il Cagliari, bensì il Tempio, in cui disputò il Campionato di Serie C1. Dopo le avventure al Monza e nuovamente alla Sambenedettese, vestì la maglia della Salernitana, in cui militò per quattro stagioni, a partire da quella del 1993/1994. La tappa successiva fu quella di Roma, sponda giallorossa, grazie a cui Chimenti pote’ calpestare i campi di Serie A e  con la cui maglia raccolse nel giro di due stagioni 32 presenze, incassando 38 reti.

Lecce e Juventus furono le due realtà che Chimenti visse prima di approdare nuovamente in Sardegna, questa volta in casa Cagliari: con la squadra pugliese il portiere si guadagna il posto da titolare, giocando sempre da grande professionista, donando il suo indispensabile apporto per mantenere la squadra salentina in Serie A per due stagioni consecutive, prima del tracollo in Serie B, nella sua terza e ultima stagione in giallorosso, quella del 2001/2002. Complice la buonissima esperienza registrata con il Lecce, il portiere barese conquista una chiamata d’eccezione, quella della Juventus: la squadra torinese ne fa il suo secondo portiere, alle spalle di Gigi Buffon. Dopo un inizio soddisfacente nonostante le poche occasioni in cui venne schierato in campo, il giocatore ebbe un calo delle prestazioni, e la Juventus trovò soluzione nella cessione al Cagliari, dopo quattro stagioni in bianconero.

Con la maglia del Cagliari Chimenti diede un positivo apporto alla causa RossoBlu, ma la stagione successiva partì, destinazione Udinese, in cui militò per una sola stagione come secondo portiere, alle spalle di Samir Handanovič. Anche la squadra friulana, con la cui maglia disputò solamente tre partite, decise di non trattenerlo e nel 2008 il portiere barese tornò in casa Juventus, in cui rimase per tre stagioni, durante le quali non registrò molti successi personali. La stagione 2009/2010 è l’ultima da giocatore professionista. Nel luglio del 2012 ha intrapreso una nuova carriera, con il ruolo di preparatore dei portieri nello staff tecnico dell’allora allenatore della Sampdoria Ciro Ferrara. Con l’esonero del tecnico della squadra genovese anch’egli perse la sua posizione.

Una carriera caratterizzata da professionalità e serietà, da alti, sfociati nella volontà della Juventus di farlo divenire uno dei propri portieri, e da bassi, ma sempre rimanendo competente e serio. Peccato per la nuova carriera cominciata e terminata in modo brusco, sicuramente avrebbe potuto insegnare molto ai portieri del futuro, in quanto a compostezza e capacità tecniche, nonostante i momenti non brillanti che hanno preso parte alla sua carriera tra i pali.