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Pensieri di una tifosa incredula e avvilita (ma non del tutto rassegnata)

Con la sconfitta di ieri contro il Napoli abbiamo toccato un altro gradino verso il basso. Siamo lì, almeno noi tifosi, a guardarci increduli cercando di realizzare che siamo nel bel mezzo del percorso sbagliato per arrivare alla meta tanto desiderata. Il tempo stringe, i limiti della squadra non svaniranno di certo grazie alle nostre preghiere, e se la voglia di salvarsi non arriva neanche dopo una dura contestazione ai protagonisti… Siamo abituati alle zone meno tranquille della classifica, è vero, ma di certo non ci saremmo mai aspettati un crollo del genere, una mancanza di motivazione così accentuata, un’incapacità così imbarazzante. Ciò non toglie il fatto che la fortuna non ci sia mai stata vicina quest’anno, ma di certo non si può imputare tutta la colpa alla sorte, perché la palla entra in porta soprattutto se si sa come possederla, e noi non sappiamo più segnare, neanche per sbaglio ormai.

Ieri speravo e desideravo con tutto il cuore di esultare da un momento all’altro, perché ad un certo punto il desiderio si trasforma in esigenza, e ora è solo un sogno. Pensavo che, se la discesa si farà irrimediabilmente ripida, sarà la prima volta che tiferò Cagliari in Serie B. Pensavo che sarò particolarmente avvilita perché questa stradina dissestata l’abbiamo intrapresa e percorsa per colpa di persone che non hanno tenuto conto dell’importanza del Cagliari per noi, per colpa di giocatori che non hanno a cuore nemmeno la propria reputazione a questo punto, per colpa di compagni di avventura che hanno sottovalutato il cammino intrapreso, pensando superficialmente che tanto ci sarebbe stato ancora tempo per rimediare e per trovare l’indicazione verso la salvezza. Vuoti, come la porta che invece avrebbe dovuto essere colpita come un bersaglio, con orgoglio e professionalità.

Avrei accettato più volentieri di percorrere un cammino così disastroso se i miei compagni di viaggio avessero avuto la forza di rialzarsi dopo ogni caduta, doloranti, ma con la volontà di cercare la strada giusta, non tralasciando il fatto che ogni briciola da noi regalata, ogni occasione, doveva essere colta con la ferma convinzione di provarci e correre ancora e più veloce, nonostante il vento spirasse contro il viso.

Spero ancora di incontrare durante questo viaggio il cartello che indichi la strada per uscire da questo incubo, e lo farò fino alla fine. E fino alla fine non mi sentirò in colpa per aver condannato un atteggiamento così povero di valori, qualunque sarà il finale di questa triste storia.

 
Mai dimenticherò perché tifo Cagliari e mai abbandonerò i miei colori.

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