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Non ci toglierete mai il Cagliari dal Cuore

is arenas“Nel bene o nel male, purchè se ne parli”. Questo pensavo quando ho iniziato a seguire il Cagliari: mi chiedevo sempre il perché i più famosi telegiornali sportivi non nominassero mai la mia squadra e mio padre mi raccontò come funzionava il tutto. “Parlano solo delle squadre solite, le più importanti. Del nostro Cagliari parlano solo quando perdiamo contro le grandi, oppure quando rischiamo di retrocedere. Qualche eccezione la fanno anche quando vinciamo contro le big, ma non si soffermano sicuramente a sottolineare i meriti dei RossoBlu, e se succede è un miracolo”; queste furono le spiegazioni che mi dette mio padre, e io, ancora un’estranea in quel Mondo chiamato Calcio, non volevo credere che fosse realmente così. “Ma ci siamo anche noi in Serie A, perchè non ci dedicano neanche un minuto, non è giusto!”. Già, non era e non è giusto, ma credo che tutti i minuti persi non parlando di noi li stiano recuperando, godendo anche un po’, dato che di problemi il Cagliari ne è pieno, ora come ora.

Non bastavano tutte le circostanze già note legate a Is Arenas, ora ci si mette pure una tomba prenuragica, un bene indiscutibilmente da tutelare, ma non capisco quale sia il problema, dato che l’impianto era già esistente e non credo che le luci o il traffico o chissà cosa altro ne deteriorino le proprietà storiche. Dopo la legittimità dei lavori per rendere lo Stadio a norma per la Serie A messa in dubbio, da cui ne è scaturito anche l’arresto del Presidente Massimo Cellino, dopo i problemi di “coabitazione” una volta a settimana con i fenicotteri rosa presenti nel vicino Stagno di Molentargius  (i volatili sarebbero disturbati dall’impianto di illuminazione di cui è in possesso lo Stadio, in occasione dell’utilizzo per le gare notturne), ecco che si fa viva una tomba, (scusate il gioco di parole), e si aggiunge agli altri motivi per cui Is Arenas non sarebbe degno di ospitare i RossoBlu. Come se non bastasse quest’ultima news, ecco che i tifosi palermitani sperano che a retrocedere siano i sardi, a seguito di un ragionamento che definire macchinoso è dir poco: “È stato respinto il documento di agibilità dello stadio Quartu Sant’Elena dove giocava il Cagliari e anche quello dell’Is Arenas. Se il Cagliari non presenterà nuovi documenti per la FIGC o verranno nuovamente respinti, i rossoblù rischiano di non iscriversi in Serie A.
Ciliegina sulla torta sono le combine del presidente Cellino. Il che significa che la squadra sarda terminerebbe l’attuale campionato con ZERO punti, e la classifica sarebbe, attualmente, Genoa 36 Palermo 32 Siena 30 Pescara 22 Cagliari 0″.
 Questa ce la devono spieagare.

Ma proviamo un attimo ad estraniarci da ciò: immaginiamo questa situazione senza però attribuirla a noi. Pensiamo a tutte le vicissitudini in cui questa squadra si è ritrovata immersa, e per cui sta ancora cercando di lottare per rimanere a galla nel miglior modo possibile, senza bere troppa di quell’acqua salmastra in cui l’hanno gettata.  Sì, non lo nego, può anche venir da ridere, in effetti si è caduti proprio nel ridicolo, però proviamo a pensare a tutte le strane coincidenze che si stanno susseguendo: non sembra strano che, dopo aver provato a gettare ombre sul Cagliari e non esser mai riusciti ad abissarlo in modo irrimediabile,  ecco che ne spunta un’altra, e un’altra, e un’altra, e questo a ruota continua? E’ chiaro, evidente e inconfutabile il fatto che ci vogliono procurare più danni possibili, vogliono spedire il Cagliari là dove non si trova ma vorrebbero si trovasse, nella Serie Cadetta e anche più giù. Ora ci si aspetta una mossa sicura e forte della società, che dovrà ben muoversi per evitare di darla vinta a chi ci rema contro. L’ipotesi Sant’Elia sembra essere viva, dati i contatti dichiarati con il Comune di Cagliari, come anche quella del ritorno a Is Arenas, un po’ affievolita dal “ritrovamento” dell’elemento archeologico: c’è chi è contro il ritorno al Sant’Elia, chi invece lo preferirebbe. Io dico che qualsiasi situazione ritenga esatta la società bisognerà accettarla, perchè vorrà dire che altre alternative non ce ne saranno.  Il principale obiettivo, secondo il mio pensiero, è quello di cercare di rimanere in Sardegna, il che sarebbe già un grandissimo passo verso la risalita, anche morale, di tutto l’ambiente cagliaritano.

Mi chiedo quale altro ostacolo porranno nel mezzo del nostro cammino. In realtà mi chiedo anche, dato che il ridicolo l’abbiamo già toccato, cos’altro potranno inventarsi per rendere questa barzelletta ancora più colma di colpi di scena. Mi chiedo se non sia arrivato il momento di trovare un altro modo per farsi sentire: ci hanno tolto le bandiere, il tifo, la nostra casa… Ma non ci toglieranno mai i nostri colori e il nostro orgoglio, sembra non l’abbiano ancora capito. Come forse non hanno ben compreso un’altra cosa: qualsiasi subdolo piano attueranno, qualsiasi progetto ben ingegnato studieranno, non riusciranno mai a toglierci il nostro Cagliari dal Cuore.

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