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Massimo Cellino, il Presidente indomito è tornato

Il 14 febbraio 2013 l’arresto con l’accusa di tentato peculato e falso ideologico nell’ambito dell’inchiesta su Is Arenas, il 2 marzo il trasferimento, dopo aver posto opposizione al provvedimento, in una comunità di recupero a Villamassargia per scontare gli arresti domiciliari concessi dal Gip contro la sua volontà, in quanto dichiarò dall’inizio di voler abbandonare il carcere solamente da uomo libero. Ironia della sorte, l’edificio in cui fu inviato per trascorrere gli arresti era inagibile, anzi, a dir poco invivibile e deleterio, anche in termini psicologici oltre che fisici. Il 9 marzo venne poi trasferito nel Centro Sportivo di Assemini, in cui la squadra cagliaritana svolge i consueti allenamenti, per scontare il restante periodo agli arresti domiciliari. Esattamente tre mesi dopo, il 14 maggio 2013, arriva la tanto attesa notizia: il Presidente è libero! In merito proprio alle ultime fasi della vicenda, c’è da sottolineare un importante passaggio: il provvedimento disposto dal Gip su istanza del Pubblico Ministero prevedeva solamente la revoca degli arresti domiciliari e non l’annullamento degli stessi, ottenuto però dal Presidente grazie al ricorso presentato alla Cassazione, che ha accolto l’istanza presentata dai legali del Patron RossoBlu e ha quindi sancito l’assenza di presupposti tali da incarcerare Massimo Cellino, a differenza del provvedimento disposto dal Gip, con il quale si affermava l’improbabilità che il Presidente potesse inquinare le prove a suo carico, ma allo stesso tempo manteneva vive le accuse nei suoi confronti.

cossu-2Questa in breve la storia recente che ha vissuto il nostro Presidente, descritto come “incline a delinquere” e “capace di inquinare le prove”, manco fosse il più temibile dei malviventi, poi basta seguire un telegiornale e ti rendi conto di quanto la giustizia faccia acqua da tutte le parti, tanta acqua, cascate interminabili di ingiustizie e iniquità.  Tre mesi di vita persi per colpa di gente che evidentemente non ha altro da fare che accusare le persone ingiustamente, creare clamore e aizzare le ire di innocenti, sperando così che essi stessi cadano nel torto. E invece NO. I tifosi sono sempre rimasti al fianco del Presidente, dapprima di fronte alla casa circondariale di Buoncammino, poi anche ad Asseminello, per non parlare della vicinanza espressa alla squadra, per cui addirittura 66 tifosi facenti parte del gruppo Ultras degli Sconvolts sono stati denunciati per aver manifestato (senza autorizzazione, perché serviva anche l’autorizzazione?) il proprio calore e affetto alla propria squadra, impegnata a farsi valere sul campo per non essere travolta dal polverone che aveva intorno. Non è tutto:  4 di loro sono stati anche oggetto del provvedimento di Daspo, per aver scavalcato la barriera innalzata dai signorotti dei piani alti, coincisa proprio con quella dello Stadio Is Arenas. Se loro meritano questo provvedimento, allora gli stadi delle grandi dovrebbero essere deserti e non colmi dei propri tifosi, accompagnati da fumogeni, potenziali armi e poco cervello.

INCREDIBILE E INGIUSTO, due aggettivi che forse dovrebbero essere accompagnati anche dalla parola VERGOGNA, per una circostanza che non regge, per un comportamento a dir poco ostinato e in malafede. La stessa giustizia che non tutela gli indifesi, si impegna per creare altri innocenti vittime del suo malfunzionamento, voluto, e su questo posso mettere la mano sul fuoco. Colpito il Presidente per colpire una Squadra, una Tifoseria, una Terra: chi mi conosce sa bene che il maiuscolo non è un errore di battitura, ma qualcosa di dovuto. TANTO DI CAPPELLO ad un Presidente che voleva solamente donare una casa degna per ospitare la sua formazione, tanto di cappello ad una Squadra, che non si è lasciata scalfire dalle malelingue e dalle vicissitudini avverse e ha dato il 110% sul campo, tanto di cappello a una Tifoseria, che ha saputo mantenere la calma, nonostante il clima teso e ingiusto con cui si è ritrovata a dover fare i conti, tanto di cappello a una Terra, che nonostante tutto ospita sempre generosamente i propri nemici, ma che forse si è giustamente stufata di dispensare la propria bontà e bellezza anche per loro, quelli che denigrano e poi sorridono, finti ignari delle responsabilità che hanno sulle spalle.

 

Cellino (1)

Ora c’è da aspettarsi che l’uragano Cellino dia spettacolo, e riporti la giustizia laddove hanno provato a portare disordine e distruzione.

FORZA PRESIDENTE, SIAMO TUTTI CON TE! 

 

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