Crea sito

Cagliari, chi ti vuole male?

Non è un mistero che il Cagliari sia nel bel mezzo delle sabbie mobili, la classifica si fa insidiosa e non c’è bel gioco che tenga, qualcuno ci rema contro. Non sono le fantasie di tifosi poco obiettivi che vedono solamente il Cagliari, ma è la realtà che vediamo tutti. Ormai non c’è solo la speranza di rimanere in Serie A, non c’è solamente la preoccupazione per il pericolo di scivolare rovinosamente in B. No, adesso c’è anche la preoccupazione legata “a ignoti”, la paura rivolta achi ha in mano il potere di prendere decisioni che possono cambiare le sorti di una squadra, e in questo caso i destinatari di questo malvagio piano siamo noi. Non è sicuramente per piangersi addosso, nè per passare per le vittime della questione: quando si perde per proprio demerito, il vero tifoso RossoBlu non ha paura di ammetterlo, ma quando si perde per colpa di questi piani bramati alla perfezione, bè, permetteteci di essere alterati.

Il calcio, il gioco che è riuscito e riesce ancora oggi a unire popolazioni, il calcio che fa gioire, che ci fa competere tra noi ma che alla fine riesce a creare coalizioni impensate, il calcio che con i suoi striscioni la domenica esprime pensieri di solidarietà, il calcio che deve insegnare rispetto fin da quando si è piccoli, il gioco che meglio di qualunque altro insegna a sudare, non solo per arrivare ad un proprio gol, ma per la squadra, per il trionfo anche dei compagni. L’unione e la correttezza che esprime il bel calcio si stanno perdendo, il vero senso di questo gioco sta diventando vincere infischiandosene del prossimo, senza curarsi del mezzo attraverso il quale si conquistano i tre punti. Vincere è diventato l’unico obiettivo e tutto ciò che c’è dietro è manipolato, non è più genuino come una volta, quando bastava solamente un campetto in terra battuta per divertirsi. Il calcio di oggi non è quello di un tempo, trasformato e plasmato com’è dagli interessi che orbitano attorno ad esso, ma questa non può essere una scusa valida per calpestare tutto e tutti.

Gli arbitri, coloro che sono chiamati così perchè dovrebbero stabilire giustizia in campo, sono diventati marionette mosse dall’alto e non è più il caso di chiamarla “sudditanza psicologica”: il direttore di gara è prima di tutto un professionista e deve assolvere al proprio dovere in modo corretto. Mi chiedo con quale coraggio continuino a sentirsi degni del lavoro che svolgono, continuando a peccare, senza mai liberarsi di quell’atteggiamento nocivo, contrario ai principi che sono alla base di un mestiere così di prima linea. Un episodio dubbio può capitare una volta, due, tre, ma quando tutto ciò si ripete come da copione sorgono i dubbi, e non pochi.

Il Cagliari è ormai nel mirino, e non da quest’anno, ma già da diverse stagioni: questo Campionato è colmo di ingiustizie per la squadra sarda e credo si sia raggiunta l’apoteosi, ci vogliono trascinare in fondo, lasciandoci ancora più amareggiati perchè le sconfitte arrivano sempre dopo partite interamente condotte senza paura e facendo più bella figura di quelle dannate “big”. Il direttore generale Marroccu, nel dopo partita contro la Lazio, l’ennesimo match macchiato da episodi arbitrali sconcertanti, esprime il pensiero della società di rispettare le decisioni prese dal direttore di gara: indubbiamente siamo corretti, ma forse lo siamo troppo o forse è meglio così, tanto se dovessimo lamentarci noi per qualcosa che non va succederebbe il peggio: “cartellino rosso”. C’è chi presume che sia colpa dell’atteggiamento del Presidente Cellino, colpevole di essersi reso antipatico a quelli dei piani alti, ma che si parli o no, il Cagliari sta scomodo a tutti.

Il calcio di oggi ormai è solamente di chi scende a patti con il diavolo, di chi si sporca per vincere facile, di chi si mette a completa disposizione di coloro che vogliono primeggiare a tutti i costi, contro tutto e tutti. A questo punto, anche se giustamente arrabbiati, bisogna chiedersi se non valga la pena di rimanere puliti, come stiamo facendo ora, piuttosto che scendere in basso come chi ci sta affossando. E’ impensabile che il Campionato venga in tal modo manovrato ed è ancora più inconcepibile il fatto che non venga data la possibilità di esprimersi in campo. Una dittatura calcisitica sta avendo corso e nessuno fa niente per cercare di ribaltare le cose: di questo passo, il destino delle squadre medio-piccole è segnato.

La giustizia è fatta solamente per chi conta e il Cagliari non lo si vuole far arrivare in alto, là dove meriterebbe di stare.

 

 

Tags:, ,

I commenti sono chiusi.